VINI SUDAFRICANI 28 luglio 2007

Alzi la mano chi li conosce? A un mese dall’inizio di Sanvino ci sembra doveroso darvi qualche notizia in più. La storia della vite qui è antica ma vari fattori come la scarsa disponibilità di botti per l’invecchiamento e trasporto, posizione dei vitigni in terreni non idonei e l’apartheid ne hanno rallentato lo sviluppo fino a pochi anni fa. Oggi è il 9° produttore mondiale, con poche ma gigantesche cooperative che dominano il mercato. Sono concentrate nel sud del paese, nelle aree circostanti Città del Capo, tra i distretti più importanti: Stellembosch e Barossa Valley. I vitigni a bacca bianca più coltivati sono: chenin blanc, colombar e chardonnay. Quelli a bacca nera: cabernet sauvignon, shiraz, merlot e pinotage. Quest’ultimo è il vero simbolo della produzione vinicola in Sud africa, creato nel 1922 da Abraham Izak Perold, incrociando pinot nero e cinsault. Sono in definitiva vini corretti, senza grandi difetti, caratterizzati da un ottimo rapporto qualità-prezzo, dove non si ricerca il concetto di “terroir”, ma una complessità gusto-olfattiva ad ogni costo. Dal 1973 è entrata in vigore la legislazione relativa alla certificazione “WINE OF ORIGIN” che rappresenta un po’ la nostra DOC, garantisce l’origine del prodotto imbottigliato e la varietà di uva impiegata. I principali paesi di esportazione sono la Gran Bretagna, Germania e Svezia.