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Colonnara Viticultori in Cupramontana

A Sanvino anche i vini di Colonnara…

“Per iniziativa di 19 agricoltori, la cooperativa Colonnara nasce a Cupramontana nel 1959. Il microclima ideale delle dolci colline marchigiane ha portato alla coltivazione del Verdicchio, da tempo il vanto di queste terre. L’azienda conta oggi 110 soci e, grazie all’utilizzo di tecnologie innovative ed alla pratica di un’agricoltura eco-compatibile, ha sviluppato una produzione contraddistinta da vini e spumanti di alta qualità, distribuiti sull’intero territorio nazionale e all’estero.
Da queste parti si dice che il vino si fa in vigna, in cantina lo si può solo educare per poi presentarlo in bottiglia nel modo migliore e l’azienda ha sposato appieno questo prezioso valore legato alle sue origini. Il sapore della tradizione, infatti, accompagna tutto il percorso di vinificazione: dalla costante cura dei filari alla cantina d’invecchiamento, fino alla cura delle bottiglie che arricchiscono le nostre tavole. Un vero e proprio inno alla qualità del vino.
Il microclima, che varia da zona a zona, la differente altitudine dei vigneti, che va dai 350m ai 650m slm, e la diversa composizione dei terreni rappresentano il grande patrimonio aziendale di Colonnara, irripetibile in altri luoghi e quindi unico.
In particolare, la collocazione sulla riva destra del fiume Esino dei vigneti Colonnara fa sì che essi risentano maggiormente dell’influenza dell’Appennino Umbro-Marchigiano rispetto ai vigneti collocati sulla riva sinistra. Essi si trovano ad un’altezza superiore rispetto ai secondi e di conseguenza le uve raggiungono la maturazione più lentamente, mantenendo quindi quelle caratteristiche di acidità che a loro volta permettono al vino un invecchiamento più lungo”.

Alois: dall’antica Roma alla moderna Campania

“Nata nel 1885, l’azienda campana Alois ha iniziato la propria attività come impresa commerciale e, negli anni, si è specializzata nel settore tessile, dimostrando perizia e buon gusto tali da arrivare a fornire i tessuti per alcune sale del Quirinale e della Casa Bianca. Un commercio tanto fiorente sembrava aver tracciato la strada anche delle generazioni future se nel 1992, assecondando un sogno coltivato dalla famiglia sin dal dopoguerra, non fosse stata intrapresa anche l’avventura enologica” (cit. Bibenda). L’azienda vinicola Alois si trova a Pontelatone, alle pendici dei Monti Caiatini, in un altopiano che si estende su una superficie di 9 ettari, ed è dedita completamente alla coltivazione dei vitigni autoctoni della Campania o, per esser più precisi, di quelli originari della provincia di Caserta. Fra cui il Palagrello Bianco e il Palagrello Rosso,da cui derivano alcuni vini dell’Azienda che assaggeremo a Sanvino 2015! .

Alois
Via Ragazzano – Loc. Audelino
81040 Pontelatone
Tel. 0823 876710
www.vinialois.it

In Nomen Omen: Vigneto San Vito…

Lo abbiamo comprato per il nome: non ci è parso vero, infatti, trovare un’azienda agricola chiamata come il copatrono di Omegna: San Vito! Così abbiamo comprato del loro vino: pignoletto in primis. Vera a propria bandiera dei Colli Bolognesi, dove opera questa azienda agricola biodinamica. I vini sono importanti e li abbiamo assaggiati a Fornovo Taro a Vini di Vignaioli. Ora li metteremo in degustazione a Sanvino. Due parole sull’Azienda tratte dal suo sito www.vignetosanvito.it.  “Sulle colline che si affacciano sulla città di Bologna (Colli Bolognesi) ad una altitudine di 200 metri sul livello del mare, in un ambiente incontaminato e all’interno di una zona viticola antica, Vigneto San Vito produce vini di alta qualità da quasi 50 anni. Con il subentro nel 2005 di una coppia giovane appassionata di vino, l’azienda ha avviato un ambizioso progetto di rivitalizzazione dei vini bolognesi.Intento primario di questa nuova avventura era la produzione di vini che non fossero standardizzati, ma, al contrario, fossero fortemente distinguibili e espressione del proprio terroir, Oliveto, dove esistono testimonianze della qualità dei propri vini fin dal primo Medio Evo. In quel periodo, la scelta delle colture dipendeva fortemente dalle caratteristiche pedoclimatiche e dalla qualità dei suoi frutti, anziché che dai prezzi nei mercati agricoli internazionali odierni. Al fine di riscoprire queste antiche potenzialità si utilizza l’agricoltura biodinamica quale mezzo per crescere frutti che possano esprimere pienamente il proprio carattere territoriale. Le viti non sono fertilizzate o irrigate, ed l’humus naturale di una terra nuovamente viva è coltivato in modo sostenibile anno dopo anno. Lo stesso approccio è utilizzato in cantina in modo da non disperdere questo patrimonio durante il processo di vinificazione. Le fermentazioni sono spontanee con i soli lieviti indigeni senza l’uso di quelli selezionati, non vengono fatte chiarifiche o filtrazioni. Tutto ciò non è una professione di fede o una strategia di marketing ma una scelta di gusto, attraverso la riscoperta di tecniche antiche che salvaguardano la fertilità della terra ed il suo forte legame con i propri prodotti”.

Vini? Li potete curiosare qui: http://www.vignetosanvito.it/?page_id=9

Sanvino “la dozzina!”

Aggiungiamo un anno a Sanvino ed arriviamo a dodici! Il tradizionale banco d’assaggio vini che si tiene ogni anno durante la Festa copatronale di San Vito è arrivato al dodicesimo anno! Occhi puntati dunque sull’ultimo fine settimana della Festa, da venerdì 28 a domenica 30 agosto; con la coda ormai nota di “Sanvinino” di lunedì 31 agosto.
Quest’anno non mancherà neppure da parte nostra un omaggio all’EXPO’, dando spazio ai temi della “sostenibilità”: vini biologici, vini cosiddetti “naturali”, una puntata sulle alchimie biodinamiche. Tanti, tanti vini buoni. La formula è infatti quella consolidata: centinaia di vini in degustazione, partendo dalle Colline Novaresi e dall’Ossola per arrivare al resto del mondo, Italia in primis; qualche apertura alla birra artigianale; acque minerali e buffet per accompagnare la degustazione.
Ogni sera, poi, una cantina ospite con la possibilità di parlare di prima mano con chi il vino lo fa, lo produce e lo vende. Nei nostri 12 anni, anzi 10+2, avremo al nostro fianco amici consolidati come AP Selezione, Panta Rei, Torrevento, Dalle Vigne, Vintesa, Caldora… a cui ogni anno altri vanno e vengono.
Sanvino intanto ha dato l’esempio e sul lago d’Orta non si contano ormai le belle rassegne dedicate al vino: le serate di GoWine ad Omegna e il Lago d’Orta Wine Festival a Pettenasco con una puntata all’Ameno Blues Festival… un buon modo per tenere desta l’attenzione sul vino e il buon bere. Oltre al blog della manifestazione, disponibile per conoscere meglio il nostro impegno: http://sanvino.altervista.org/, notizie saranno date anche su allappante.it e su facebook.
Le quattro serate sono quelle di: venerdì 28, dalle 18 alle 24; di sabato 29, dalle 18all’1 di notte; di domenica 30, dalle 19 alle 24; ed infine la nuova giornata di “Sanvinino” di lunedì 31 agosto, dalle 19 alle 24.
Sanvino è un’iniziativa dell’Associazione Turistica Pro Loco di Omegna realizzata anche grazie alla generosa collaborazione di aziende vitivinicole, di enti, di aziende distributrici di acqua minerale, di amici sponsor….