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Ca’ Tulin si presenta: sabato 24

Vini ca' tulinLa nostra azienda (piccola ma con le gambe scattanti) è a conduzione familiare: lavoriamo il vino perché la passione, nata nell’800 con il nonno Bartolomeo (detto Tulin), non finisca mai di esistere e prosegua con la stessa caparbia sobrietà con cui è nata.

In un antico manoscritto trovato per caso riordinando il solaio in cantina, si legge: “Olivetti Bartolomeo, detto Tulin, già a metà del 1800 “menava” (portava) il suo vino a Villastellone.” Il libro mastro, sopravvissuto al tempo e alla polvere degli anni, è per noi un oggetto importante, per il suo significato sentimentale e perché narra di un pezzo di storia contadina di cui, grazie a Tulin, siamo orgogliosi.

Alessandro Olivetti, nipote di Tuiln, ha dato il nome all’azienda ispirandosi proprio al sogno (di cui sentiva parlare da quando portava le braghette corte) della “Cà di Tulin” (la casa di Tulin). Custodi di antiche tradizioni e amanti della terra, aspettiamo il momento della vendemmia, lavorando per la vigna (spesso col computer) nella vigna (sempre con il trattore).

Rispettosi della tradizione, attenti alla modernità, produciamo vino con le nostre mani, pretendendo il massimo della qualità. Siamo una piccola realtà astigiana che ama ciò che fa e che garantisce, con la propria faccia, la genuinità e l’intensità del proprio vino.

Viviamo a Cisterna d’Asti, nel cuore di quel territorio che segna il passaggio tra il Monferrato, la Langa e il Roero, da poco denominato Colline Alfieri e caratterizzato da una stupenda propensione panoramica sul castello medioevale. Tra questi morbidi pendii, dove l’aria nutre la terra e il sole la scalda con i suoi raggi, siamo tutti impegnati, con ruoli diversi, nella produzione del vino e nella gestione della nostra piccola azienda familiare.

 

Cascina del Pozzo: sotto il cielo del Roero

Cascina del PozzoPerché non c’è azienda senza terra. Anzi non c’è esperienza, senza la fatica e il ricordo di una vigna da lavorare, amandola, nei giorni e negli anni che scorrono. La nostra terra è a Castellinaldo, è terra di Castellinaldo: 13 ettari vitali, a disegnare profili e orizzonti di colline, sotto il cielo del Roero. Il cuore della nostra terra batte forte. E’ cuore antico e nobile, quanto i castelli e le torri dei nostri paesi; è giovane e pulsante, come la voglia di emergere in qualità e stile, personalità e genuino fascino. Nelle nostre vigne sono solo i nostri passi a curare ogni filare, ogni tralcio come un figlio, a perfezionare il nuovo rito del diradamento e della selezione dei frutti, con un rispetto per l’ambiente che ci traduce in uso controllato e sobrio delle concimazioni. Le esposizioni sono ottimali, tutte verso il sud soleggiato e pieno di versanti ariosi e ampi. I terreni, misto argilloso-sabbiosi, riflettono la variegata piega di questo piccolo mondo antico di Roero, donando ai vini la complessità e la fragranza delle cose buone e sane. Il vino è una questione di scelte, e dietro ogni scelta c’è una filosofia, che poi è stile di vita prima ancora che di lavorare. Noi abbiamo scelto la tradizione come principio guida di ogni passaggio produttivo. Siamo nel Roero, siamo in Piemonte: un binomio che non ha bisogno d’altro, se non di essere assecondato con passione. Allora, ecco: in vigna alleviamo solo vitigni che si sposano con la storia del territorio che ci circonda: arneis, dolcetto, barbera, nebbiolo sono le nostre gemme più preziose; a loro dedichiamo il meglio di noi stessi, ricevendone in cambio frutti salubri, succosi, fragranti. In cantina arriva solo il meglio delle nostre vigne in proprietà. Le strutture e le tecnologie di cui ci avvaliamo sono avanzate: la cantina è nuova e spaziosa, il luogo ideale per dare all’uva e al mosto le attenzioni che richiedono. Affinamento, maturazione e invecchiamento seguono ancora una volta il concetto cardine della tradizione: rigorosamente acciaio e legni grandi, a testimoniare la fedeltà a una storia. Il risultato lo lasciamo giudicare a voi. I nostri vini camminano per il mondo. Accogliendo loro, sarà come accogliere la nostra famiglia e il suo significato. Ci sono volti e sguardi nella storia di un’azienda. Spalle robuste e mani che modellano una vicenda familiare, la nostra, giunta dal passato fino al presente. A Giovanni Marchisio, nonno e fondatore, dobbiamo la lungimiranza di aver tracciato una rotta: quella che porta alla terra e ai suoi frutti. Da lui abbiamo imparato l’attaccamento ai valori e la passione per un mestiere che non si inventa, si eredita: il mestiere di vignaioli. L’azienda si è così evoluta nel solco di una tradizione delineata con chiarezza: la produzione sfusa del dopoguerra, cosa comune a tante altre piccole realtà di collina, muta pian piano prospettiva. C’è Flavio a traghettare idee e convinzioni verso il concetto nuovo della qualità. E c’è il figlio Gianmario a raccogliere entusiasta la nuova sfida, che attraverso la realizzazione di nuovi vini, la cura delle bottiglie, il riassetto della cantina, porta fino ai nostri giorni. Le aziende vivono delle proprie radici, respirano l’aria del futuro. Qui in casa Marchisio il futuro è già arrivato e ha la freschezza e il sorriso di tanti altri volti, quello ad esempio del giovanissimo Stefano e delle tre donne di casa, Vilma, Filomena e Denise: un tocco di grazia irrinunciabile. per che vuole entrare con garbo nelle case di tanti amici.

Cantine La Versa: una grande storia e ottimi vini

Testarossa La Versa
Testarossa La Versa

In più di cento anni di vita, La Versa è rimasta fedele all’idea originaria del suo fondatore, Cesare Gustavo Faravelli, che il 21 maggio 1905 decise, con i primi ventidue soci, di produrre del vino di ottima qualità, espressione della sua zona d’origine. Qui, nel regno del Pinot Noir, i vini La Versa raccontano la storia di una valle, nel cuore dell’Oltrepò pavese: dolci colline dalle linee morbide, paesi arroccati e nascosti dal fascino incontaminato, colori accesi, sia in estate sia in autunno, rubati dalla tavolozza di un pittore: ecco il territorio da dove provengono le uve destinate alla nostra Cantina.Siamo in provincia di Pavia, a Sud del fiume Po, in una zona a cavaliere del 45° parallelo, nella “fascia della vite”. Un luogo ideale per far crescere l’uva che gode così del microclima ad essa più congeniale. È questa la prima zona in Italia per la produzione di Pinot Nero che La Versa utilizza come base degli spumanti. Grandi spumanti Metodo classico o spumanti Metodo Martinotti, oppure vari vini di altissima qualità che impreziosiscono la tavola e le Cresule”, grappe dal sapore inconfondibile e dal profumo. Entrare nel mondo La Versa significa intraprendere un viaggio sensoriale che ci conduce tra le pagine del catalogo di una Cantina prestigiosa e ultracentenaria. Il movimento è molto dolce, senza strappi; è, anzi, una danza, un’esplorazione curiosa di nuovi luoghi dedicati al colore, al profumo e al sapore. Tutti i sensi sono coinvolti e chiamati a dare il loro responso e così, senza che ce ne accorgiamo, passiamo di vino in vino e di pagina in pagina prolungando il piacere della nostra scoperta. Dove ci troviamo? Siamo in Valle Versa, nel cuore dell’Oltrepò Pavese, la prima zona in Italia per la produzione di Pinot Nero che La Versa utilizza come base degli spumanti. La Versa, del resto, è sempre stata un’Azienda leader nel mondo spumantistico ed è la sola Cantina in Italia che può essere considerata “la casa” del Blanc de Noir perché noi produciamo spumanti utilizzando soltanto il Pinot Nero. L’esperienza maturata dai nostri enologi e dai nostri cantinieri nell’applicazione del Metodo Classico e del Metodo Martinotti permette di presentare vini di altissimo pregio, dal Testarossa sino allo spumante Rosè, l’anima ribelle del Pinot Nero declinato sulle tinte del rosa. L’appagamento è già alto e il tour sensoriale continua: per ottenere un vino davvero eccellente si guarda alla qualità. Nascono così i grandi Cru del territorio, prodotti che ne esprimono l’essenza, che ne esaltano le tradizioni. Vini dal sapore autentico, in grado di conservare il fascino e il passato della Valle Versa e di tramandare la passione e la conoscenza dei suoi viticoltori: 720 Soci per 480 Aziende Agricole. L’ultima tappa del viaggio è una sosta “meditata” in distilleria per conoscere da vicino le grappe che portano in sé un sapore vero, un vigore ritrovato, una forza che viene dalla terra delle quali sono testimoni.