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Due per quattro uguale successo!

L’edizione 2012 di Sanvino è stata caratterizzata dalla pioggia che ha dimezzato le serate: da quattro a due. Un disastro naturale (la pioggia di sabato è stata davvero battente) che ha quasi distrutto la manifestazione, mettendone però in luce positività e necessari cambiamenti.

Ma vediamo: perse le serate di venerdì e di sabato, ci si è concentrati sulla domenica e sul lunedì sera (inedito). Domenica è stata un’”invasione” di giovani che fino all’una di notte hanno assaggiato, bevuto e ribevuto con foga decine di ottimi vini. Lasciando sul campo opinioni, bottiglie vuote, bicchieri… e lasciando in noi organizzatori la preoccupazione per un parterre vivace e spesso spumeggiante come un onda da mare agitato (e se poi diventasse uno tsunami?). Lunedì sera, invece, altro ambiente: decine di appassionati di ogni età che, a gruppi, fin dalle 19 di sera all’una di notte hanno assaggiato, valutato, chiesto, discusso di vino, di viaggi, di cibo, di cose belle della vita…

Due serate assai diverse, con oltre 600 bicchieri venduti, centinaia di degustazioni ed altrettanti bicchieri da lavare… L’economia della manifestazione tiene, ma il gruppo degli organizzatori ha capito alcune cose:

  • che il tempo è una variabile di cui tenere conto: non è detto, infatti, che ad agosto il cielo sia sempre sereno. Una struttura mobile, una struttuta chiusa… non sappiamo… ma qualcosa sopra la testa dovremmo avere. Nelle serate, piovose, di venerdì e sabato, qualche appassionato di vini si è fatto comunque vedere;
  • che Sanvino piace e che molti aspettano la manifestazione con piacere. E neppure la pioggia li ferma;
  • che piace a persone di ogni età. Anche a giovani assolutamente lontani dalla cultura del vino (Mi dà un vino nero? Vorrei un vino fruttato ma non so cosa vuol dire fruttato? Avete una barbera dolce? Mi dia quello che ha una bella etichetta). Insomma Sanvino se lo meriterebbe proprio il Premio David Crockett se ci fosse. Portiamo la cultura del vino all’estremo “Ovest”. E che poi dia frutti lo dimostra lo spazio che il vino ha nei tanti bar di Omegna, del Lago d’Orta e del territorio in generale;
  • che ci vuole una selezione all’ingresso: entreranno solo le persone che acquisteranno il bicchiere e poi i buoni. Magari i bicchieri li daremo con cauzione. E i buoni dall’altra parte;
  • che dobbiamo trovare spazi più grandi. Magari montando una struttura sul lungolago, ai giardini;
  • che piace la serata del lunedì. La serata della chiusura della festa, in cui si sono visti barman, ristoratori, appassionati;
  • che a giorni registreremo nome e logo della manifestazione. Ormai è un “must” dell’estate sul Lago d’Orta. Poi creeremo un gruppo di lavoro, dividendo oneri e pesi.

Come ogni anno, poi, appena finito Sanvino ci siamo un po’ tutti dispersi, vedendoci a cena una sola volta. Ma presto ci compatteremo: un banco assaggio vini targato Sanvino è infatti previsto per la festa di fine settembre (il 27, 28, 29 e 30 settembre pv) che si terrà presso il Bar La Grotta di Omegna. Ci vediamo li?

Sanvino, San Vito, Sanvitino e Sanvinino

Continua il dialogo scherzoso fra Sanvino e la festa copatronale di San Vito: quest’anno, infatti, le serate di degustazione aumentano, da tre a quattro; arrivando a comprendere anche la serata di lunedì 27 agosto. La giornata degli omegnesi, quella in cui gli echi della Festa si stanno spegnendo, in cui la Festa è più raccolta, familiare. Non per niente chiamata “Sanvitino”, in tono confidenziale. E così, quest’anno, avremo anche –per analogia di modulazione affettiva- la giornata di “Sanvinino”. Dedicata a chi non ha potuto, a chi non ama la folla, a chi è appena arrivato da… a chi non si accontenta di tre serate dedicate al vino!

Serate che sono le tradizionali del venerdì, quest’anno quella del 24 agosto, dalle 17 alle 24; di sabato, 25 agosto, dalle 17 all’una di notte; e di domenica, 26 agosto, identico orario del sabato. Sanvino presenta però altri elementi di novità: la sede tradizionale di piazza VIII Marzo rimane, ma all’Oratorio si avrà una dependance benefica con “Bollicine & Beneficenza”, in cui si potranno degustare vini dell’Emilia e della bassa Lombardia, luoghi del terremoto di maggio. Una forma di aiuto indiretto all’economia, alle genti e ai paesi  colpiti dal sisma. In vendita anche alcune magliette realizzate sempre per aiutare.

Oltre ai gadget tradizionali: la spilla, la maglietta (in vendita), il braccialetto… quest’anno regaleremo a tutti il bicchiere serigrafato. Unico ed originale. Dunque, si acquista il bicchiere con una dotazione di buoni e poi si va alla scoperta. Di vini e di altro.

In mezzo agli oltre 150 vini selezionati, infatti, una birra ospite: la Enky. Una birra artigianale prodotta in Maremma, Toscana, con una logica a chilometro zero, puntando infatti all’utilizzo di materie prime (acqua, orzo, luppolo) autoprodotte e maremmane. In degustazione sia la versione Ale, malti poco tostati bassa fermentazione buona luppolatura, sia la versione Brown, tostatura e luppoli accennati.

La birra arriva da lontano, ma i vini sono ancor più internazionali: si parte dalle (a volte sconosciute) Colline Novaresi, grazie al generoso supporto del Consorzio Nebbioli dell’Alto Piemonte, per arrivare –appunto- ad una selezione di vini di tutta l’area pedemontana sotto il monte Rosa. Poi si passa ad una lunga serie di vini italiani, dalle Alpi alla Sicilia; si scollina in Francia, in Austria e in Spagna; si attraversano gli oceani per arrivare in Australia, Nuova Zelanda, Sudamerica… Un viaggio intorno al mondo guardando il vino nel bicchiere.

E nel bicchiere cosa ci troveremo? Per doverosi ringraziamenti, data la loro generosità : alcuni dei vini selezionati da Vintesa, consorzio di produttori che punta sul biologico e sul biodinamico di qualità ed ha sede a Neive, nel cuore vinifero delle Langhe. Lì, di vino ne sanno…; poi i vini di Torrevento, azienda produttrice di ottimi e grandi vini in Puglia, a Corato (Bari); alcune delle selezioni di Dalle Vigne di Vinci (Firenze), azienda nata da una costola delle Cantine Leonardo e che punta a selezionare  distribuire in Italia vini provenienti da ogni parte del pianeta, nonché, ovvio, gli ottimi toscani da loro stessi realizzati (chianti, brunello, morellino…); Canus, dal Collio del Friuli, Corno di Rosazzo, con i suoi vini atletici ed armonici. Buoni; Mauro Sebaste Enologo, azienda piemontese, di nuova nomea ma di antico lignaggio: bei vini piemontesi. Da (ri)provare sempre; Medici Ermete da Reggio Emilia, il leader della rilancio del lambrusco. In questi ultimi anni valutato anche dalle guide (e il suo è stato il primo).

L’Associazione Turistica Pro Loco di Omegna ringrazia, ovviamente, tutti i volontari che in diversa misura e in tempi diversi danno una mano liberamente nella realizzazione, gestione e smontaggio di Sanvino. Ringrazia i tanti che chiedono, ci fanno i complimenti, ci pongono delle piccole sfide con le loro critiche. Ringrazia i tanti che ci aiutano donandoci degli spazi dove preparare (come l’Hotel Croce Bianca), facendo della piccola pubblicità (grazie davvero a tutti!). Ringrazia Gianni della Panta Rei Vini di Valstrona, per la sua continua ed amicale disponibilità. E ringrazia Andrea dell’AP Selezione di Crusinallo per il lungo e convinto lavoro di contatti, richieste, scelta, proposta, impegno diretto.

Se verrete, quest’anno vi faremo votare il vino che avete preferito. Il pubblico di Sanvino è infatti quello dei giovani, di chi capisce ma non trova le parole, di chi s’approccia con semplicità… sarà bello sapere cosa hanno preferito i tanti amici di Sanvino, i consumatori nuovi del vino. Poi lo diremo alle aziende.

Vi aspettiamo!