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Sanvino 2013, quarta sera: amici e professionisti

L’ultima serata di Sanvino è stata quella che ci eravamo proposti fosse: un ”salotto” tranquillo in cui amici e professionisti post San Vito potessero assaggiare, commentare e conoscere nuovi vini. E così è stato! In linea con la raccolta giornata di “Sanvitino”, la serata di “Sanvinino” ha visto un’ottantina di amici, cuochi, camerieri, maitre, appassionati… assaggiare, commentare, curiosare… Una bella serata, tranquilla, giusta per chiudere Sanvino 2013. Che è stata, nell’insieme, una bella edizione, non troppo funestata dal tempo e dagli sciocchi…

Molti i commenti positivi per i vini della Cascina del Pozzo di Castellinaldo, ospite della serata, con la sua barbera d’alba doc  –ottima-, il suo roero doc –buono-; e il roero arneis doc –buono- e il suo spumante charmat ottenuto da arneis, chardonnay e nebbiolo vinificato in bianco (25%) –ottima alternativa al più noto prosecco.

Tanti anche i commenti positivi su Sanvino (e sulle simpatiche immaginette!) e tante proposte di replicare il banco di assaggio anche fuori dai confini comunali… vedremo ed informeremo. Per ora, un grande Prosit per tutti i Sanvino Wine Fans!

Cascina del Pozzo: sotto il cielo del Roero

Cascina del PozzoPerché non c’è azienda senza terra. Anzi non c’è esperienza, senza la fatica e il ricordo di una vigna da lavorare, amandola, nei giorni e negli anni che scorrono. La nostra terra è a Castellinaldo, è terra di Castellinaldo: 13 ettari vitali, a disegnare profili e orizzonti di colline, sotto il cielo del Roero. Il cuore della nostra terra batte forte. E’ cuore antico e nobile, quanto i castelli e le torri dei nostri paesi; è giovane e pulsante, come la voglia di emergere in qualità e stile, personalità e genuino fascino. Nelle nostre vigne sono solo i nostri passi a curare ogni filare, ogni tralcio come un figlio, a perfezionare il nuovo rito del diradamento e della selezione dei frutti, con un rispetto per l’ambiente che ci traduce in uso controllato e sobrio delle concimazioni. Le esposizioni sono ottimali, tutte verso il sud soleggiato e pieno di versanti ariosi e ampi. I terreni, misto argilloso-sabbiosi, riflettono la variegata piega di questo piccolo mondo antico di Roero, donando ai vini la complessità e la fragranza delle cose buone e sane. Il vino è una questione di scelte, e dietro ogni scelta c’è una filosofia, che poi è stile di vita prima ancora che di lavorare. Noi abbiamo scelto la tradizione come principio guida di ogni passaggio produttivo. Siamo nel Roero, siamo in Piemonte: un binomio che non ha bisogno d’altro, se non di essere assecondato con passione. Allora, ecco: in vigna alleviamo solo vitigni che si sposano con la storia del territorio che ci circonda: arneis, dolcetto, barbera, nebbiolo sono le nostre gemme più preziose; a loro dedichiamo il meglio di noi stessi, ricevendone in cambio frutti salubri, succosi, fragranti. In cantina arriva solo il meglio delle nostre vigne in proprietà. Le strutture e le tecnologie di cui ci avvaliamo sono avanzate: la cantina è nuova e spaziosa, il luogo ideale per dare all’uva e al mosto le attenzioni che richiedono. Affinamento, maturazione e invecchiamento seguono ancora una volta il concetto cardine della tradizione: rigorosamente acciaio e legni grandi, a testimoniare la fedeltà a una storia. Il risultato lo lasciamo giudicare a voi. I nostri vini camminano per il mondo. Accogliendo loro, sarà come accogliere la nostra famiglia e il suo significato. Ci sono volti e sguardi nella storia di un’azienda. Spalle robuste e mani che modellano una vicenda familiare, la nostra, giunta dal passato fino al presente. A Giovanni Marchisio, nonno e fondatore, dobbiamo la lungimiranza di aver tracciato una rotta: quella che porta alla terra e ai suoi frutti. Da lui abbiamo imparato l’attaccamento ai valori e la passione per un mestiere che non si inventa, si eredita: il mestiere di vignaioli. L’azienda si è così evoluta nel solco di una tradizione delineata con chiarezza: la produzione sfusa del dopoguerra, cosa comune a tante altre piccole realtà di collina, muta pian piano prospettiva. C’è Flavio a traghettare idee e convinzioni verso il concetto nuovo della qualità. E c’è il figlio Gianmario a raccogliere entusiasta la nuova sfida, che attraverso la realizzazione di nuovi vini, la cura delle bottiglie, il riassetto della cantina, porta fino ai nostri giorni. Le aziende vivono delle proprie radici, respirano l’aria del futuro. Qui in casa Marchisio il futuro è già arrivato e ha la freschezza e il sorriso di tanti altri volti, quello ad esempio del giovanissimo Stefano e delle tre donne di casa, Vilma, Filomena e Denise: un tocco di grazia irrinunciabile. per che vuole entrare con garbo nelle case di tanti amici.