Frugando fra i tappi di Sanvino 07 settembre 2011

Frugando fra i tappi di Sanvino, ne ho messi da parte alcuni: un po’ perché mi piacevano, un po’ perché mi ricordavano qualcosa, un po’ per curiosità… Incuriosisce il tappo in plastica Virgen de la Sierra: è verde, verdino ed ha in stampa il profilo di un castello; uno strano disegno decora il tappo in agglomerato firmato Contini; bello, tutto con le firme speculari, in corsivo quello in agglomerato di Teo Costa; mi sono piaciuti i vini della Fattoria Laila e ho così messo da parte un contrastante, sciatto tappo in plastica marroncino con scritta e logo double face; la ditta Rubino di Romagnano Sesia, mi hanno detto, non esiste più. Guardo il tappo in sughero, stampa in rosso, e penso a molte cose. Non tutte belle; non mi ricordo di aver assaggiato a Sanvino i vini della Famiglia Olivini “viticultori dal 1970”. Eppure ho il tappo in mano -sughero, media lunghezza- ed ha tanto di sito internet: www.olivini.net… boh?!; certo, invece, che ho assaggiato i vini de Il Chiosso di Gattinara: Marco era nostro ospite il sabato. Bei vini e bei tappi, non c’è che dire; altrettanti bei tappi e bei vini, quelli targati Rioja, cioé non la ditta (la Cantina Valdelana) ma la zona di produzione. Bell’idea. Tappi e logo unificato per area; più corto e più sobrio il tappo della ditta Scarpa che mi sono trovato in mano. I vini sono piaciuti tanto agli ospiti di Sanvino e anche loro sembrano saperlo, visto che scrivono sul tappo “grandi vini”; grandi vini e tappi di sughero lungo, quelli della cantin a pavese Tenuta Mazzolino. Quella dei galli rampanti; un grifone, invece, decora i tappi (e le bottiglie) della cantina spagnola Castell d’Age; mentre un disegno antico, forse un triskel celtico, decora il tappo della Boniperti Vignaioli; due leoni ed un toro, invece, confondono lo sguardo sul tappo delle siciliane Cantine Mothia; il siciliano Marchese Platamone (un cui vino invecchiato ha deliziato alcuni) sceglie coerentemente lo stemma nobiliare, dal cipiglio militaresco; sughero sempre, anche per il friulano Canus. Che opta però per degli strani grafismi; chiudo con la piccola plastica marroncina del tappo “con il buco” della cantina valdostana Les Cretes. Un tappo che permette la microossigenazione del vino, come e più di un tappo di sughero. Ma è certo meno bello da vedere… Il vino, comunque -anzi tutti i vini di Sanvino- era-erano buoni. Al di là del tappo!