Cascina del Pozzo: sotto il cielo del Roero

Cascina del PozzoPerché non c’è azienda senza terra. Anzi non c’è esperienza, senza la fatica e il ricordo di una vigna da lavorare, amandola, nei giorni e negli anni che scorrono. La nostra terra è a Castellinaldo, è terra di Castellinaldo: 13 ettari vitali, a disegnare profili e orizzonti di colline, sotto il cielo del Roero. Il cuore della nostra terra batte forte. E’ cuore antico e nobile, quanto i castelli e le torri dei nostri paesi; è giovane e pulsante, come la voglia di emergere in qualità e stile, personalità e genuino fascino. Nelle nostre vigne sono solo i nostri passi a curare ogni filare, ogni tralcio come un figlio, a perfezionare il nuovo rito del diradamento e della selezione dei frutti, con un rispetto per l’ambiente che ci traduce in uso controllato e sobrio delle concimazioni. Le esposizioni sono ottimali, tutte verso il sud soleggiato e pieno di versanti ariosi e ampi. I terreni, misto argilloso-sabbiosi, riflettono la variegata piega di questo piccolo mondo antico di Roero, donando ai vini la complessità e la fragranza delle cose buone e sane. Il vino è una questione di scelte, e dietro ogni scelta c’è una filosofia, che poi è stile di vita prima ancora che di lavorare. Noi abbiamo scelto la tradizione come principio guida di ogni passaggio produttivo. Siamo nel Roero, siamo in Piemonte: un binomio che non ha bisogno d’altro, se non di essere assecondato con passione. Allora, ecco: in vigna alleviamo solo vitigni che si sposano con la storia del territorio che ci circonda: arneis, dolcetto, barbera, nebbiolo sono le nostre gemme più preziose; a loro dedichiamo il meglio di noi stessi, ricevendone in cambio frutti salubri, succosi, fragranti. In cantina arriva solo il meglio delle nostre vigne in proprietà. Le strutture e le tecnologie di cui ci avvaliamo sono avanzate: la cantina è nuova e spaziosa, il luogo ideale per dare all’uva e al mosto le attenzioni che richiedono. Affinamento, maturazione e invecchiamento seguono ancora una volta il concetto cardine della tradizione: rigorosamente acciaio e legni grandi, a testimoniare la fedeltà a una storia. Il risultato lo lasciamo giudicare a voi. I nostri vini camminano per il mondo. Accogliendo loro, sarà come accogliere la nostra famiglia e il suo significato. Ci sono volti e sguardi nella storia di un’azienda. Spalle robuste e mani che modellano una vicenda familiare, la nostra, giunta dal passato fino al presente. A Giovanni Marchisio, nonno e fondatore, dobbiamo la lungimiranza di aver tracciato una rotta: quella che porta alla terra e ai suoi frutti. Da lui abbiamo imparato l’attaccamento ai valori e la passione per un mestiere che non si inventa, si eredita: il mestiere di vignaioli. L’azienda si è così evoluta nel solco di una tradizione delineata con chiarezza: la produzione sfusa del dopoguerra, cosa comune a tante altre piccole realtà di collina, muta pian piano prospettiva. C’è Flavio a traghettare idee e convinzioni verso il concetto nuovo della qualità. E c’è il figlio Gianmario a raccogliere entusiasta la nuova sfida, che attraverso la realizzazione di nuovi vini, la cura delle bottiglie, il riassetto della cantina, porta fino ai nostri giorni. Le aziende vivono delle proprie radici, respirano l’aria del futuro. Qui in casa Marchisio il futuro è già arrivato e ha la freschezza e il sorriso di tanti altri volti, quello ad esempio del giovanissimo Stefano e delle tre donne di casa, Vilma, Filomena e Denise: un tocco di grazia irrinunciabile. per che vuole entrare con garbo nelle case di tanti amici.

Pubblicato da sanvino

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.